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title: "Vivida partecipazione di Pieve Emanuele alla commemorazione di piazzale Loreto"
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published: "2024-08-12T19:55:34+02:00"
modified: "2024-08-12T19:55:34+02:00"
description: "Assessore e Polizia locale hanno partecipato con il gonfalone alla cerimonia che ha ricordato i 15 partigiani uccisi il 10 agosto 1944"
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# Vivida partecipazione di Pieve Emanuele alla commemorazione di piazzale Loreto

A Milano, alla cerimonia in piazzale Loreto dove sono stati ricordati i 15 partigiani fucilati all’alba del 10 agosto 1944, ha partecipato anche una rappresentanza del Comune di Pieve Emanuele formata da **Giovanni Rappocciolo**, assessore alle Politiche giovanili, lavoro, sport e arredo urbano e **Paolo Festa**, Consigliere di città Metropolitana e presidente del Consiglio comunale, e dalla Polizia locale con il gonfalone.

![piazzale loreto Pieve Emanuele 02](https://quindicinews.it/wp-content/uploads/2024/08/piazzale-loreto-Pieve-Emanuele-02.jpg)

### Le parole dell’amministrazione comunale

> Per non dimenticare le atrocità subite durante il regime fascista 10 agosto del 1944 data in cui vennero uccisi 15 partigiani a Piazzale Loreto, oggi a 80 anni da quella pagina nera della storia Italiana, si sono commemorati e ricordati coloro che persero la vita per la libertà, la pace e la Repubblica una e indivisibile.  
> In occasione dell’80° anniversario, l’area che ospita il monumento è stata ufficialmente intitolata “largo 15 martiri di piazzale Loreto”.  
> ANPI  
> Presente l’assessore Rappocciolo in rappresentanza dell’amministrazione comunale di Pieve Emanuele, nonché il nostro Consigliere di città Metropolitana Paolo Festa, e nostro presidente del consiglio, del cui intervento riportiamo il testo:  
> “Buongiorno a tutte e a tutti,  
> Porto i saluti del Sindaco **Giuseppe Sala** e del Vicesindaco **Francesco Vassallo** alle autorità civili, militari ecclesiastiche, comitati, associazioni e a tutti i presenti.  
> Qui, il 10 agosto di ottanta anni fa, quindici partigiani e antifascisti furono uccisi dai militi della legione Ettore Muti della Repubblica Sociale Italiana, agli ordini delle forze di occupazione naziste. Dopo la fucilazione, i loro cadaveri furono lasciati sotto il sole, come monito alla popolazione di Milano e vennero rimossi solo grazie all’intervento del cardinale Schuster.  
> Questi fatti ci ricordano che purtroppo il cammino dell’umanità è costellato di stragi, uccisioni, genocidi, ma al tempo stesso, come dimostra la giornata di oggi, con l’intitolazione del “Largo 15 Martiri di Piazzale Loreto” noi non vogliamo rassegnarci all’orrore e al sonno della ragione.  
> Quel giorno gli ideali di giustizia e libertà che il regime fascista pensava di uccidere, risorsero, e Piazzale Loreto divenne uno dei luoghi della memoria collettiva nazionale, oltre che uno dei simboli del riscatto morale e politico di un paese in ginocchio a causa della guerra e della dittatura.  
> Essere qui oggi, significa rendere omaggio al sacrificio di 15 uomini che, come tanti altri giovani di quella generazione, hanno lottato per restituire all’Italia la libertà e la dignità calpestata. Ma non solo, i valori di giustizia, uguaglianza, pace e solidarietà alla base della nostra costituzione repubblicana non costituiscono un dato acquisito per sempre, ma sono beni preziosi che devono essere custoditi, protetti e coltivati giorno per giorno così da poter essere degnamente tramandati da una generazione a quella successiva, perché sappiamo che, come diceva Primo Levi:  
> “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare”.  
> Essere antifascisti oggi significa non restare indifferenti a quanto è accaduto e accade attorno a noi.  
> Fatemi dire che sorprende e mi indigna sentir dire, ancora oggi, da qualche persona anche con responsabilità istituzionali, che si sente aggredito dalle parole di chi è antifascista o chi afferma che il fascismo ebbe alcuni meriti, ma fece solo due errori: le leggi razziali e l’entrata in guerra.  
> Questa lo voglio dire con chiarezza, si tratta di affermazioni inaccettabili.  
> Perché razzismo e guerra non furono semplici “errori”, ma diretta e inevitabile conseguenza dell’ideologia e della prassi fascista. Le persone aggredite siamo noi, da chi non condanna la sopraffazione, l’autoritarismo, l’esaltazione della violenza, la retorica guerrafondaia e il razzismo che furono tutti elementi costitutivi del fascismo, a cui, ognuno di noi deve avere il coraggio di condannare sempre.  
> Oggi chi ha responsabilità di governo, locale e nazionale, voglio ribadirlo, deve mantenere viva la memoria e spiegare, soprattutto alle giovani generazioni, che i valori nati dalla Resistenza e il sacrificio di queste persone sono le basi della nostra Democrazia e il fondamento principale dov’è nata la Repubblica e la nostra Costituzione che ci ha permesso di essere persone Libere.  
> Quindi diciamo grazie a **Gian Antonio Bravin, Giulio Casiraghi, Renzo del Riccio, Andrea Esposito, Domenico Fiorani, Umberto Fogagnolo, Tullio Galimberti, Vittorio Gasparini, Emidio Mastrodomenico, Angelo Poletti, Salvatore Principato, Andrea Ragni, Eraldo Soncini, Libero Temolo e Vitale Vertemati**.  
> Grazie per averci dimostrato che anche le persone comuni talvolta possono superare l’indifferenza e prendere in mano le redini del destino, imprimendole accelerazioni improvvise e cambiando la direzione della nostra storia.
