Federalberghi Lombardia esprime forte preoccupazione per una bozza di decreto legge che prevede un sensibile incremento dell’imposta di soggiorno. Questa proposta, ancora in fase di discussione, potrebbe avere un impatto negativo significativo sul settore turistico. Per Federalberghi Lombardia «La precisazione del Ministero del Turismo che, per quanto di propria competenza, non ha ancora concluso le interlocuzioni con le associazioni di categoria, non rassicura più di tanto».
Aumento generalizzato dell’imposta di soggiorno
La bozza di decreto legge in esame prevede un aumento generalizzato dell’imposta di soggiorno, con l’intenzione di concedere ai Comuni una maggiore flessibilità nella sua applicazione. Secondo le indicazioni attuali
- 10 euro a notte per una camera in un hotel a 3 stelle
- Fino a 25 euro a notte per le strutture alberghiere extralusso
Già all’incirca un anno fa avevamo messo in guardia sull’intenzione del Comune di Milano di voler portare l’imposta a 10 euro e di poterne usare gli introiti non soltanto in ambito turistico. Ora rischiamo una situazione generalizzata molto simile con un sostanziale ‘mano libera’ a tutti i Comuni. L’imposta di soggiorno, specie per aziende che applicano tariffe non alte, può incidere notevolmente sulla spesa del singolo, di una coppia o di una famiglia per ciascun pernottamento. Ci sarebbe inoltre un aggravio di costi per gli operatori che devono pagare le commissioni delle carte di credito e dei POS quando si incassa l’imposta di soggiorno. Anche su questo punto chiediamo che ci sia o un’esenzione totale dei costi o un aggio come avviene in altre situazioni di raccolta dei tributi per conto della pubblica amministrazione. La possibilità generalizzata da parte dei Comuni di poter aumentare l’imposta di soggiorno rischia poi di innescare una corsa all’emulazione nei vari centri lombardi con effetti negativi in prospettiva per il turismo.
Il turismo sostiene la crescita del Pil e dell’occupazione, il Governo non aumenti la pressione fiscale. A chi ha la responsabilità di definire la politica nazionale chiediamo di imporre una corretta disciplina di bilancio agli enti locali, anziché fornir loro gli strumenti per fare cassa e peggiorare la situazione. Le attività ricettive hanno, inoltre, da poco rinnovato il Contratto collettivo nazionale di lavoro: scoraggiare i turisti per gli importi eccessivi dell’imposta costituisce un freno al turismo e non aiuta certo le imprese e i lavoratori del settore.
Fabio Primerano, presidente di Federalberghi Lombardia
Rischi per il settore turistico
Federalberghi Lombardia ha espresso timori concreti riguardo all’effetto di tale aumento sul settore turistico. La principale preoccupazione riguarda il potenziale impatto negativo sulla competitività delle destinazioni lombarde e sullo sviluppo del turismo. Un incremento così elevato potrebbe portare a
- frenare lo sviluppo del turismo
- sminuire l’attrattività della Lombardia come meta turistica
- ridurre il numero di visitatori, specialmente per le strutture a fascia media
