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title: "Monza, rassegna teatrale allo Spazio Rosmini"
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published: "2024-03-27T11:45:47+01:00"
modified: "2024-03-27T11:45:47+01:00"
description: "La rassegna teatrale al via il 5 aprile inaugura il progetto \"Lettera. Testamento - quale eredità ci spetta per i sogni infranti\""
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# Monza, rassegna teatrale allo Spazio Rosmini

La rassegna teatrale **al via il 5 aprile inaugura le attività del progetto LETTERA. TESTAMENTO – QUALE EREDITÀ CI SPETTA PER I SOGNI INFRANTI** finanziato da Fondazione di Comunità di Monza e della Brianza.

Il tema attorno al quale ruoteranno tutte le iniziative di progetto sarà quello dei diritti, centrando l’attenzione sul diritto universale alla libertà e all’uguale dignità che si realizza a pieno, come cita il primo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, solo se, riconoscendo in ogni persona ragione e coscienza, si affianca allo spirito di fratellanza e al dovere di solidarietà; il focus specifico i Centri di Permanenza per il Rimpatrio, non luoghi dove tali i diritti e doveri sono sospesi.

### Primo appuntamento: VENERDI 5 APRILE H 21.00 – SPAZIO ROSMINI

*Discorsi al limite della Frontiera \| Ideazione e regia Alice CONTI, testo*

*Chiara ZINGARIELLO, drammaturgia Alice CONTI e Chiara ZINGARIELLO, disegno luce, audio, scene Alice COLLA, costumi Eleonora DUSE, assistenza produzione Valeria ZECCHINATO, in scena Alice CONTI, uno spettacolo di ORTIKA – gruppo teatrale nomade.*

*Con il patrocinio di Amnesty International*

**Spettacolo sui “campi di accoglienza” per migranti stranieri, tratto dalle interviste originali a lavoratori ed ex- reclusi di un C.I.E. italiano** (Centro di Identificazione ed Espulsione per stranieri oggi CPR).



Da qui. Da un paesaggio che ci battezza. Dalla città fantasma dentro la città reale. Dal C.I.E. – Centro di Identificazione ed Espulsione per stranieri; in Italia mezzo milione di persone vi sono passibili di internamento fino a 18 mesi.

I clandestini, una categoria che questo luogo serve a creare e che non esiste se non in relazione a questo luogo. Il Campo crea e rinomina attraverso le sbarre i corpi delle persone che confina; c’è un destino nell’assegnazione di

uno spazio. La Crocerossina in uniforme d’accoglienza ci guida dentro il suo campo da gioco, danza paternalista

i turni, canta chiusa in ufficio, dalla radio le voci dei prigionieri. Un viaggio dentro il Campo, le sue regole e il suo

linguaggio orwelliano, dentro uno sguardo ravvicinato e miope sull’altro. Il Campo introduce nello spazio civile della città un’eccezione inquietante e antica: le persone vi sono recluse non per qualcosa che hanno fatto ma per

qualcosa che sono.



**E’ possibile contribuire alla raccolta fondi di progetto:**

[https://www.fondazionemonzabrianza.org/progetti/lettera-testamento-quale-eredita-ci-spetta-per-i-sogni-infranti/](https://www.fondazionemonzabrianza.org/progetti/lettera-testamento-quale-eredita-ci-spetta-per-i-sogni-infranti/)  




![Lettera, testamento(](https://quindicinews.it/wp-content/uploads/2024/03/Lettera-testamento1.jpg)
