---
title: "La sala lettura della Biblioteca Gallaratese intitolata all’attivista e poetessa ucraina Amelina"
url: "https://quindicinews.it/2024/03/27/la-sala-lettura-della-biblioteca-gallaratese-intitolata-allattivista-e-poetessa-ucraina-amelina/"
published: "2024-03-27T08:30:08+01:00"
modified: "2024-03-27T08:30:08+01:00"
description: "Per l'occasione è stata inaugurata la mostra uCRYna, una raccolta di 28 fotografie realizzate da Carlo Cozzoli e Marco Cremonesi"
image: "https://cdn.quindicinews.it/2024/03/sacchi-tommaso-milano-min.png"
---

# La sala lettura della Biblioteca Gallaratese intitolata all’attivista e poetessa ucraina Amelina

La sala lettura della Biblioteca Gallaratese porterà il nome di Victoria Amelina, poetessa, scrittrice e attivista ucraina morta l’estate scorsa in un raid a Kramatorsk.  
La targa che intitola ufficialmente lo spazio viene svelata questo pomeriggio alla presenza dell’assessore alla Cultura **Tommaso Sacchi,** della vice console generale ucraina Viktoriia Fufalko e del direttore editoriale de Linkiesta ed esperto del tema Christian Rocca.

> Abbiamo scelto di dedicare questa sala alla memoria di una giornalista che fino all’ultimo ha lavorato per raccontare l’invasione russa dell’Ucraina e i crimini di guerra perpetrati nel suo Paese occupato. Un modo per ricordare l’orrore del conflitto, ma anche per celebrare la resilienza di chi non rinuncia, nemmeno nelle condizioni più difficili, a esercitare la propria libertà di espressione, portando l’esercizio di questo diritto fino alle estreme conseguenze.
> 
> **Tommaso Sacchi,** assessore alla Cultura.

Durante la cerimonia alcuni estratti dei lavori di Amelina sono stati letti dalla docente di Lingua e Letteratura ucraina all’università Statale di Milano Yaryna Grusha, e dalla mediatrice Svitlana Tkachenko, che ha partecipato al progetto Milano Aiuta Ucraina.

Per l’occasione è stata inaugurata la mostra uCRYna, una raccolta di 28 fotografie realizzate da **Carlo Cozzoli** e **Marco Cremonesi** del collettivo Memora, che hanno trascorso sei mesi a documentare il conflitto nelle Oblast di Lviv, Kyiv, Kherson e Donbass. L’esposizione è curata da Samar Zaoui e Alessandro Cimma.

Il percorso espositivo è strutturato lungo tre direttive: l’inizio del conflitto, la resistenza della popolazione e la nuova emersione di una consolidata e condivisa identità nazionale e culturale ucraina. La mostra, aperta al pubblico fino al 30 marzo, termina con un’installazione che, attraverso l’utilizzo di foto e video, accompagna lo spettatore in un’esperienza multidimensionale e immersiva sul mutamento della guerra contemporanea a causa dell’impiego indiscriminato e spietato dei droni.
