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title: "Milano-Cortina, controversie sulla nuova pista da bob"
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published: "2024-01-24T14:26:30+01:00"
modified: "2024-01-24T14:26:30+01:00"
description: "I presidenti di Club Alpino Italiano e altre 7 associazioni nazionali di protezione ambientale contrari alla pista di Cortina"
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# Milano-Cortina, controversie sulla nuova pista da bob

La gara d’appalto per la costruzione della nuova pista da bob, skeleton e slittino a Cortina d’Ampezzo, in vista delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina del 2026, ha suscitato notevole dibattito dopo che, lo scorso 18 gennaio, è stata presentata solo un’offerta.

Questa situazione è emersa in seguito al fallimento di due precedenti tentativi di appalto per il progetto, tenutisi a settembre e ottobre del 2023. Nonostante le criticità evidenziate dai ritardi e le contestazioni circa l’utilità del nuovo impianto, il Governo e la Regione Veneto mantengono l’obiettivo di realizzare la pista da bob a Cortina, nonostante le voci contrarie delle associazioni ambientaliste.

Le principali associazioni di protezione ambientale italiane hanno recentemente inviato una lettera al Presidente del CIO, **Thomas Bach**, esprimendo le loro preoccupazioni riguardo al progetto. Tra i punti critici evidenziati:

- La mancanza di una valutazione ambientale, nonostante l’area interessata sia una delle valli alpine più delicate e suggestive.
- Il rischio per la sicurezza degli atleti e del pubblico, dovuto ai tempi ristretti per la realizzazione dell’impianto e alla mancanza di test adeguati.
- La mancanza di interventi per mitigare l’impatto paesaggistico dell’opera.
- La mancanza di un piano di gestione futura dell’impianto, con costi annui insostenibili per il Comune di Cortina.
- Le associazioni ribadiscono la loro opposizione al progetto e chiedono al CIO di non concedere ulteriori proroghe per la realizzazione dell’impianto, considerando i rischi per la sicurezza degli atleti e la mancanza di rispetto dei tempi fissati nel dossier di candidatura.

Inoltre, confermano le perplessità espresse dal CIO stesso, evidenziando la posizione della Commissione di coordinamento riguardo alla non essenzialità dell’impianto e la necessità di utilizzare strutture già esistenti e funzionanti.

Le associazioni ambientaliste si impegnano a vigilare sull’evolversi della situazione e a intervenire legalmente in caso di violazioni delle normative ambientali e di sicurezza.
