Skip to content
  sabato 3 Gennaio 2026
  • Newsletter
  • Contatti
Quindici News
DI TENDENZA
2 Gennaio 2026Spazio Città di Vimercate: nuovi orari temporanei 2 Gennaio 2026Arcore celebra l’81° anniversario dell’eccidio di Valaperta 2 Gennaio 2026La Fiamma Olimpica attraversa Meda 2 Gennaio 2026Melegnano, al via i nuovi distributori di sacchi
  • Home
  • News
  • Rubriche
  • Comuni
Quindici News
Quindici News
  • Home
  • News
  • Rubriche
  • Comuni
  • Contatti
  • Newsletter
  • Newsletter
  • Contatti
Quindici News
MilanoNotizie

Linguaggio d’odio, se ne parla in consiglio comunale

L'intervento della Presidente del Consiglio comunale, Elena Buscemi, in apertura della seduta dedicata a questo tema

23 Gennaio 2024
FacebookX TwitterPinterestLinkedInTumblrRedditVKWhatsAppEmail

L’intervento della Presidente del Consiglio comunale, Elena Buscemi, in apertura della seduta dedicata al linguaggio d’odio.

In occasione dell’avvicinarsi della ricorrenza del Giorno della Memoria, il 27 gennaio, ho voluto promuovere questo Consiglio Comunale sul tema del linguaggio d’odio perché credo possa rappresentare per tutti noi un momento di riflessione e di confronto su un fenomeno che esiste in parte da sempre, ma che negli ultimi anni ha indubbiamente assunto una dimensione e una diffusione maggiore. Lo sappiamo tutti, il linguaggio è il modo in cui nominiamo e descriviamo il mondo e le parole possono avere grande pervasività e influenza. Non è affatto casuale che la persecuzione nazista nei confronti degli ebrei sia iniziata proprio con le parole: esse hanno costituito la base sulla quale si sono poi innestate progressivamente le azioni, che le parole, appunto, hanno preparato e introdotto. Oggi assistiamo purtroppo ad un ritorno di parole aggressive e intimidatorie che richiamano alle pagine terribili dell’antisemitismo. Non solo: commenti sessisti, insulti razzisti, attacchi omofobici non sono fenomeni isolati. L’aumento di pubbliche espressioni di incitamento alla violenza va a combinarsi con la diffusione di false notizie alimentando e trasformando problemi complessi in slogan intolleranti. Le parole infatti possono essere scagliate e usate contro gli “altri” per deriderli, ferirli, umiliarli, e ancor più per rinchiuderli in ruoli e posizioni di inferiorità. Questo linguaggio che irride la vita delle persone e punta a screditarle e offenderle, di fatto infrange quegli argini morali costruiti nel secondo Dopoguerra, indispensabili per proteggere le minoranze e i gruppi discriminati, dagli ebrei agli immigrati ai Rom. E in questo contesto, oggi non vanno dimenticate le donne – dato che il 63% del discorso d’odio in Italia è diretto contro di loro. Negli ultimi anni abbiamo assistito anche a forti attacchi contro i rappresentanti della comunità scientifica. Perché la stessa evoluzione scientifica viene vista come un pericolo, uno spazio che va dunque compresso e denigrato. Se le parole possono essere quindi potenti strumenti di oppressione, questa fenomenologia dell’odio in Rete e non solo in rete, diventa davvero molto pericolosa, per via della facilità e della velocità dei messaggi che ciascuno di noi può veicolare attraverso gli strumenti e i mezzi della comunicazione digitale. Spesso, di fronte a questi meccanismi mancano mediazioni e filtri efficaci, e la responsabilità individuale sembra difficilmente perseguibile. Esistono leggi ma non ancora sufficientemente conosciute. La Commissione europea ha di recente e, direi, finalmente adottato una regolamentazione sul discorso d’odio online, che indubbiamente aiuta a intervenire su una materia molto complessa che vede intrecciare normative nazionali differenti, definizioni diverse di discorso d’odio. Pone, inoltre, la necessaria distinzione fra libertà di espressione e un principio altrettanto importante per una società democratica: l’uguaglianza dei cittadini, che viene sistematicamente ferita quando si denigrano persone o gruppi in base alla loro appartenenza etnica, politica, religiosa, di genere. È evidente, dunque, che ci troviamo di fronte a un tema complesso da affrontare anche e soprattutto perché l’impianto giuridico legislativo delle società cambia molto più lentamente di quanto non facciano tecnologia e digitalizzazione, che offrono indubbiamente grandi libertà e opportunità. Servono forse quindi anche strumenti nuovi, in un contesto in cui non ha più senso parlare di una società interna e di una esterna alla Rete, essendo queste sempre e costantemente in relazione e certamente non è utile alla discussione e alla risoluzione dei problemi demonizzare le piattaforme. Come fare dunque di fronte a fenomeni così controversi? Quali azioni si possono mettere in campo? Oggi i nostri ospiti, che ringrazio sentitamente per la disponibilità e il supporto, ci aiuteranno ad affrontare il problema sotto diversi punti di vista, dato che bisogna agire su livelli diversi. Credo infatti sia importante avere occasione di dibattito e di confronto anche qui in Consiglio Comunale, perché chi parla, soprattutto se da posizioni di rilievo in termini decisionali e comunicativi, o in contesti istituzionali, ha una responsabilità maggiore. Le parole che usiamo permeano il dibattito pubblico, lo influenzano al punto da condizionarne toni e modi. E non sempre la politica è stata esemplare in questo. Anzi, è accaduto che proprio alcuni politici a tutte le latitudini, attraverso i partiti, che avrebbero dovuto arginare certe pulsioni o tendenze, le abbiano invece alimentate, facendosi portavoce e cassa di risonanza di aggressività latente o soffiando sul malumore sociale. Il passaggio, quasi sempre automatico, poi oggi dai social network ai mass media tradizionali, offre un ulteriore canale di propagazione alle stigmatizzazioni e ne favorisce la legittimazione. L’esigenza di tutelare la libertà di espressione è spesso evocata dagli editori e dai giornalisti dei media tradizionali per giustificare la visibilità mediatica assicurata ai discorsi politici discriminatori, producendo una sorta di “normalizzazione” di espressioni e parole inaccettabili. Il mondo che ci circonda impone quindi una crescente attenzione all’uso del linguaggio, alle conseguenze che possono avere le parole, all’imprevedibile corposità delle stesse, proprio quando la Rete ci fa avere invece l’impressione che le parole siano sempre più smaterializzate. È piuttosto vero il contrario. Bisogna rinnovare e accentuare l’attenzione a quello che diciamo e anche a come lo diciamo. Ovunque, nelle assemblee elettive, sui giornali, sui social media e sulle chat. Per questo mi piacerebbe che il Consiglio Comunale potesse continuare a seguire la strada percorsa in questi anni nell’approfondire il tema, magari dando a questo percorso un carattere più strutturale e permanente con una Commissione consiliare dedicata o attraverso le forme che crederà opportune, utilizzando le mappe che ne segnalano la diffusione e ipotizzando in collaborazione con la Giunta e con i Municipi, azioni che possano aiutarne il contrasto. Chiudo ringraziando la Professoressa Claudia Bianchi dell’Università San Raffaele, la Professoressa Marilisa D’Amico dell’Università Statale e la Professoressa Silvia Brena dell’UCSC per la loro disponibilità nella costruzione di questa iniziativa, segno ulteriore della collaborazione fra Comune e Università.

Elena Buscemi, Presidente del Consiglio comunale.

consiglio comunalelinguaggio odiomilano
Post correlati
copertina
EventiMilanoMilano Cortina 2026

Milano celebra le Olimpiadi: al Castello Sforzesco la mostra “L’Italia sulla neve”

2 Gennaio 2026
casa
Milano

Milano lancia “Da casa a casa”: un ponte tra proprietari e inquilini per affitti accessibili

2 Gennaio 2026
calendario (2)
Milano

Municipio 5, arriva il Calendario 2026: dove ritirare la propria copia

2 Gennaio 2026
Carica altro
Intorno a te
casa

Milano lancia “Da casa a casa”: un ponte tra proprietari e inquilini per affitti accessibili

2 Gennaio 2026
copertina

Milano celebra le Olimpiadi: al Castello Sforzesco la mostra “L’Italia sulla neve”

2 Gennaio 2026
calendario (2)

Municipio 5, arriva il Calendario 2026: dove ritirare la propria copia

2 Gennaio 2026

Milano dà il benvenuto al 2026: Filippo e Luca sono i primi nati dell’anno

2 Gennaio 2026
    Facebook Twitter

    Quindi News è il portale di informazione di Milano e dell’hinterland. il quindicinale cartaceo è distribuito due volte al mese il martedì nel sud est milanese e nelle metropolitane. 

    La versione PDF è sempre scaricabile da questo sito

    Direttore Responsabile:
    Serena Cominetti
    direttore@quindicinews.it

    Direttore Editoriale:
    Fabio Tucci

    DATI SOCIETARI

    Redazione e Pubblicità 
    Editrice Milanese Srl

    Via Papa Giovanni XXIII, 3
    Peschiera Borromeo (MI)

    Tel. 02 94433055
    CF/PI 07770480965

    EDITORE

    Redazione e Pubblicità 
    Editrice Milanese Srl

    Via Papa Giovanni XXIII, 3
    Peschiera Borromeo (MI)

    Tel. 02 94433055
    CF/PI 07770480965

    ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

    Ricevi gli ultimi articoli di Quindici News

    ISCRIVITI ORA

    # TRENDING

    adnkronosmilanoRegione Lombardiasalutecinisello balsamoComune di RholavoroRhoComune di MonzaComune di MilanohomepagecinisellosostenibilitàsegratePolizia localeLombardiabibliotecalavoricormanoincontro
    © Copyright 2024 Quindici News. Tutti i diritti riservati.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy
    • creativesoul.it
    • Cookie Policy (UE)
    Gestisci Consenso Cookie
    Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
    Funzionale Sempre attivo
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
    Preferenze
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
    Statistiche
    L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
    Marketing
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
    • Gestisci opzioni
    • Gestisci servizi
    • Gestisci {vendor_count} fornitori
    • Per saperne di più su questi scopi
    Visualizza le preferenze
    • {title}
    • {title}
    • {title}