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title: "Omaggio ai nove deportati rhodensi ricordati dalle Pietre d’inciampo"
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published: "2023-01-27T10:02:46+01:00"
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description: "Amministrazione comunale e A.N.P.I. insieme con alcune classi delle scuole cittadine, hanno reso omaggio ai deportati"
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# Omaggio ai nove deportati rhodensi ricordati dalle Pietre d’inciampo

Nove cittadini rhodensi deportati in campi di concentramento, nove storie drammatiche che il Comune e la società civile non vogliono dimenticare.

Questa mattina, 26 gennaio 2023, alla vigilia della Giornata della Memoria, Amministrazione comunale e A.N.P.I. insieme con alcune classi delle scuole cittadine, hanno reso omaggio ai deportati ricordati dalle Pietre d’inciampo, con la collaborazione di un gruppo di lettura di Oltreiperimetri.

La classe V della scuola primaria di via Grazia Deledda ha accompagnato le prime cinque tappe, la V Rim dell’Itc Mattei con la docente **Cinzia Colonna** ha presenziato alla posa dei fiori davanti alla Pietra che ricorda Pietro Meloni.

Questi i rhodensi ricordati insieme alle rispettive Pietre di inciampo:

- Carlo Martini, Via Porta Ronca, 2
- Mario Martini, Via Porta Ronca, 2
- Giovanni Barlocchi, via Giacomo Matteotti, 4
- Gaetano Bellinzoni, via Giacomo Matteotti, 18
- Ambrogio Farina, via Guglielmo Marconi, 3
- Angelo Moroni, via San Carlo Borromeo, 8
- Mario Quaroni, via San Carlo Borromeo, 8
- Pietro Meloni, via Don Tazzoli 2
- Giuseppe Cecchetti, via Molino Prepositurale 80

Accanto agli esponenti di Oltreiperimetri, nella prima parte della celebrazione anche i ragazzi hanno letto brani dedicati a coloro che si opposero al regime nazifascista, in difesa dei valori di libertà e giustizia. Accanto a loro esponenti delle forze dell’ordine cittadine.

Il presidente della delegazione A.N.P.I. di Rho, **Mario Anzani**, ha esortato i giovani studenti a fermarsi, quando passeranno nella loro quotidianità per le strade della città, per riflettere davanti a queste piccole mattonelle che riportano incise le date di nascita, di deportazione e di morte. “Erano giovani che avevano solo voglia di vivere – ha detto – Sono finiti in campi in cui sono stati trattati come bestie e non hanno fatto più ritorno. Dobbiamo ricordare e passare il testimone”.

> Erano i ragazzi di Rho di alcuni decenni fa, tutti hanno radici dietro di sé ed è necessario ricordare che siamo figli di quelle generazioni. Questa è una storia tristissima, dalla quale attraverso i sopravvissuti sono nati germogli di bene. Liliana Segre era compagna di scuola di mia mamma, il bene che lei genera con la sua testimonianza è immenso. Questo gesto che oggi compiamo ci fa ricordare le pagine brutte della nostra storia perché non ci si ricada più. La memoria è importante. Quando i nonni vi raccontano, siate lieti di poter imparare da loro e di poter tenere viva la memoria.
> 
> Don **Gianluigi Frova.**

Il Sindaco **Andrea Orlandi**, affiancato dal vicesindaco **Maria Rita Vergani**, ha ricordato la valenza del progetto avviato nella precedente amministrazione con l’assessore **Sabina Tavecchia**, presente con l’attuale presidente del consiglio comunale **Calogero Mancarella**. Ai ragazzini ha evidenziato come quei nove rhodensi fossero giovani cresciuti nei cortili della città, che avevano progetti grandi per Rho e non potevano accettare le imposizioni del regime. Si affacciavano su una città che a loro non piaceva e non si sono fermati a dire no, ma hanno sacrificato i loro affetti più cari per un ideale più grande.

Su ogni pietra sono stati deposti dei fiori per esortare i passanti a guardare e riflettere, per continuare a costruire una comunità che non rinuncia ai valori fondamentali della convivenza civile. In via Giacomo Matteotti un’attenzione particolare è stata riservata a Giovanni Barlocchi, deportato a 63 anni di età, e al nome della strada, intitolata al parlamentare vittima della violenza fascista.

Nel primo pomeriggio a rappresentare il Comune è stata l’assessore **Alessandra Borghetti,** affiancata dalla docente **Carmen Meloni** e dalla presidente della Commissione Legalità e Antimafia **Clelia La Palomenta**, oltre che da **Mario Anzani** (A.N.P.I.). In via don Tazzoli 2, di fronte alla casa di Pietro Meloni, brigadiere dell’Arma dei carabinieri, è tornato anche il comandante della stazione di Rho dei carabinieri, luogotenente **Luigi Pino**. Un vicino di casa, **Giuseppe Botterio**, ha raccontato le incursioni notturne delle camicie nere nelle case in cerca dei giovani che avevano disertato e non aderirono alla Repubblica di Salò, tra cui anche i suoi fratelli maggiori.

> Avete una missione, avete una coscienza in formazione, sarete le donne e gli uomini che decideranno il futuro di questo Paese. Abbiate sempre uno sguardo rivolto al passato e ai valori di democrazia, uguaglianza e rispetto, la cui salvaguardia dobbiamo anche a chi ha perso la vita nei campi di concentramento.
> 
> **Carmen Meloni**, nipote di Pietro.

L’assessore **Alessandra Borghetti** ha ringraziato gli studenti e la docente spiegando che queste cerimonie si organizzano soprattutto per loro, dal momento che quanto è successo potrebbe di nuovo accadere. L’unica arma per contrastare simili nuovi orrori è leggere, studiare e sviluppare uno spirito critico. Citando il cantautore Francesco De Gregori, Borghetti ha richiamato la canzone che recita “la storia siamo noi, nessuno si senta escluso” ed esortato a compiere la scelta giusta e non quelle imposte da altri.

[![](https://cdn.quindicinews.it/2023/01/Pietre-inciampo-7-400x400.jpg)](https://cdn.quindicinews.it/2023/01/Pietre-inciampo-7-840x840.jpg)
