La nota-appello del sindaco di Segrate Paolo Micheli sulla necessità di unione da parte della coalizione di centrosinistra. Il sindaco si dice disponibile a partecipare alle primarie per la scelta del candidato presidente, per portare rappresentanza e passione alla causa di Regione Lombardia.
C’è grande voglia di Iinnovare il governo della Lombardia.
Mai come in questa tornata elettorale ci si può finalmente lasciare alle spalle decenni di mala gestione, culminata con la Lega e Fontana. Hanno maltrattato una regione che dovrebbe essere un modello per tutta Europa in tema di economia all’avanguardia, sviluppo sostenibile, sanità, ricerca, infrastrutture e diritti sociali.
Abbiamo tante eccellenze, ma non un sistema efficiente, come dimostrano le nostre debolezze, ad esempio i trasporti pubblici e l’inquinamento atmosferico, dove siamo tra i peggiori in Europa. E dov’è finito l’orgoglio lombardo? Dopo oltre due decadi di governo leghista e tanta retorica, la morale in Regione Lombardia è opaca, a voler dire bene. Ci meritiamo di più, possiamo pretenderlo.La disponibilità di Letizia Moratti a candidarsi alla presidenza della Regione, che ha avuto il sostegno di Azione e Italia Viva, è un’ottima notizia innanzitutto perché l’armata sbandata del centrodestra è dunque costretta a confermare come candidato Attilio Fontana, visibilmente indebolito da scivoloni e traumatiche divisioni.
Ma per vincere, continuo a ribadirlo, occorre quel fronte largo che lo scorso settembre non si è concretizzato e che ha consentito al centrodestra di vincere.
Non è pensabile che si possa correre questo rischio proprio in Lombardia, quando c’è una grande occasione di ribaltare il governo regionale nella Regione più simbolica, monocolore dal 1994!L’appello accorato che lancio ancora una volta al centro e centrosinistra è: stiamo assieme. uniamoci e si vince. Come succede in tante città lombarde governate da ampie coalizioni di persone capaci e perbene.
Pd, Terzo polo, liste civiche (i Cinque Stelle?) e tutte le forze moderate e riformiste che vorranno correre trovino velocemente un accordo, poi pensiamo alla scelta del candidato o della candidata. Come? C’è un unico modo democratico per convogliare visioni diverse e renderle corresponsabili della vittoria o della sconfitta: le primarie di coalizione. Solo allora, uniti, potremo stampare sulle schede elettorali il nome giusto.
Allora lancio la mia provocazione. Sono disposto anch’io a mettermi in gioco direttamente perché alle Primarie più siamo e più rappresentanza portiamo alla causa della Lombardia.
Non ho alcuna velleità, ma vorrei che insieme ai nomi blasonati di Cottarelli e Moratti che si fanno in queste ore, ci fossero anche tanti altri rappresentanti della Grande comunità lombarda che è fatta sì dai capoluoghi, ma anche di città più piccole ma complesse, paesi, valli, e aree interne, realtà territoriali dove vive il 70 per cento dei lombardi che lavora o cerca un lavoro, fa fatica, spesso si sbatte per la famiglia e aiuta gli altri, e pretende pari dignità.
Spero che tutti i partiti coinvolti si assumano la loro parte di responsabilità e convochino delle primarie di coalizione presto, e chiamino in campo altri sindaci di piccole realtà territoriali, agricoltori, universitari, medici, infermieri, artigiani, commercianti, volontari.
È il momento di far sentire che ci siamo e vogliamo dare il nostro contributo. È il momento della responsabilità. È il momento di restare uniti.
