A pochi giorni dal rientro in classe e dalla fine dello “stato di emergenza”, il direttore dell’Ufficio scolastico regionale per la Lombardia, Augusta Celada, in un’intervista esclusiva a Lombardia Notizie ha confermato che ragazzi e insegnanti, il prossimo 12 settembre, rientreranno a scuola senza obbligo di mascherina, eccetto ovviamente i casi di fragilità.
Anche gli occhi possono sorridere. E i nostri ragazzi in questi due anni di pandemia ci hanno ricordato non solo che si è potuto sorridere nonostante le mascherine, ma che sono soprattutto gli occhi a farlo.
Quello che vorremmo dimenticarci è una modalità esclusiva di insegnamento non in presenza che speriamo di lasciarci alle spalle perché l’elemento di socializzazione è un elemento motivazionale fondamentale per l’apprendimento. Non si va a scuola solo per svolgere i programmi, per esercitarsi o per maturare delle competenze di natura disciplinare, ma si va a scuola per imparare a stare al mondo, per diventare cittadini per comunicare con gli altri e sviluppare la nostra propensione sociale.
È dunque importante che l’accesso alla scuola ritorni alle condizioni pre-pandemia, la dimensione “in presenza” va salvaguardata a tutti i costi. L’esperienza maturata negli anni precedenti non deve andare dispersa, ma costituisce una cassetta degli attrezzi nel caso dovesse aggravarsi il quadro epidemiologico
La DAD è stata un’esperienza significativa.
Certamente l’acronimo non rende né ragione né giustizia dell’esperienza di innovazione che le scuole hanno fatto in questi due anni. E, allo stesso modo, le modalità di insegnamento e apprendimento a distanza differenziato per ordini e grado andranno differenziate. La scuola e il ministero stanno impegnandosi anche grazie ai fondi del PNRR per un’integrazione dell’apprendimento digitale in tutte le sue forme.
Siamo in uno scenario completamente diverso e la scuola non è un erogatore di servizi a domanda. Quindi, ciascun istituto farà bene a regolamentare queste modalità, cioè quando e in che forma la scuola potrà attivare forme alternative di apprendimento. L’indicazione che oggi il Ministero dà è proprio quello di lasciare alla progettualità dell’istituto. Quindi non è un diritto del singolo utente richiedere la Dad, ma è una modalità che le scuole devono tenere presente e rendere fattibile ovviamente mantenendo delle condizioni di equità, trasparenza e di rispetto delle condizioni di chi lavora.
Augusta Celada, direttore dell’Ufficio scolastico regionale per la Lombardia
Il direttore Celada ha quindi approfondito i punti salienti della Nota diffusa dal Miur lo scorso 19 agosto che conferma che il 31 agosto cesserà lo stato di emergenza.
La circolare ripercorre il quadro normativo vigente precisando anche a beneficio degli operatori quali sono le disposizioni normative vigenti e quali hanno cessato la loro efficacia. La circolare permette di fare il punto rispetto alla ripartenza; è dunque importante che tutti si rendano conto di cosa ci si può aspettare e cosa no.
La scuola ritorna a una sorta di normalità. Con la fine dello stato di emergenza cessano anche tutte quelle misure di contenimento forzato che hanno caratterizzato l’attività didattica degli ultimi 2 anni. La Nota “aiuta” comunque a essere pronti in corsa a un eventuale cambio del quadro pandemico.
I ragazzi continuano a ricordarci qual è il senso della scuola.
Ci hanno sempre tenuto ben davanti la bussola richiamandoci alla necessità di incolumità nei momenti più drammatici e una necessità di condivisione e socialità, condivisione e partecipazione nei momenti in cui l’emergenza sanitaria si è allentata.
L’esperienza più evidente è stata quella degli esami di stato di quest’anno. Anche la criticità espressa dalle componenti studentesche quando si è saputo che ci sarebbero state le prove scritte si è poi stemperata permettendo che gli esami potessero concludersi nel migliore dei modi in presenza.
Augusta Celada, direttore dell’Ufficio scolastico regionale per la Lombardia
E poi un pensiero a tutto il personale scolastico e alle famiglie che hanno aiutato i ragazzi a far scuola pur in condizioni particolarmente critiche.
I ragazzi non sono dei funghi – ha concluso – non nascono spontaneamente: vengono cioè educati nelle nostre scuole e nelle nostre famiglie. È chiaro che il contributo che hanno dato è frutto di un’azione intenzionale di educazione che le scuole non hanno mai smesso di esercitare e dell’abnegazione del nostro personale. Dirigenti scolastici e docenti hanno lavorato con grande abnegazione svolgendo anche funzioni che non sono precisamente e formalmente nel loro profilo professionale, ma lo hanno fatto con dedizione convinti che porre e condizioni per l’apprendimento era necessario per svolgere la loro missione.
Augusta Celada, direttore dell’Ufficio scolastico regionale per la Lombardia
