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title: "Dalla Regione 52 milioni di euro per potenziare l’assistenza domiciliare"
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published: "2022-08-03T15:35:27+02:00"
modified: "2022-08-03T15:35:27+02:00"
description: "Il raccordo tra rete territoriale e ospedale va nella direzione in cui la casa è il primo luogo di cura per la continuità assistenziale"
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# Dalla Regione 52 milioni di euro per potenziare l’assistenza domiciliare

La Giunta regionale ha approvato la delibera per lo sviluppo e la “rimodellazione” dell’Assistenza domiciliare integrata (Adi), su cui vengono investiti complessivamente 52 milioni di euro.

> Un importante provvedimento che mette in campo le prime misure e il primo importante stanziamento di fondi per il potenziamento dell’assistenza domiciliare per raggiungere entro il 2026 l’obiettivo del Pnrr di passare dal 5 al 10% della presa in carico della popolazione over 65″. Lo ha spiegato la vicepresidente di Regione Lombardia. L’aumento di soggetti anziani e fragili rende inevitabile realizzare una maggiore presa in carico a livello territoriale, nonché una maggiore integrazione tra gli ambiti sanitari, socio-sanitari e assistenziali.  
> Vicepresidente regionale e assessore al Welfare

Attraverso la riorganizzazione della ricca rete territoriale che vale 2,5 miliardi di euro, il raccordo tra rete territoriale e ospedale, grazie anche alle nuove tecnologie, e le nuove regole per l’assistenza domiciliare la Lombardia si muove nella direzione in cui la casa è il primo luogo di cura in un percorso di continuità assistenziale.

La delibera accoglie l’intesa del 4 agosto 2021 della Conferenza Stato-Regioni che individua come unico modello per tutto il territorio nazionale il sistema ad accreditamento.

### Assistenza domiciliare

Regione Lombardia con questo atto procede alla riclassificazione dei profili assistenziali nella cornice programmatoria della ‘Missione 6’ del Pnrr, del ‘DM 77’ e nell’ottica di un nuovo sistema tariffario, stanziando allo scopo 25 milioni di euro aggiuntivi.

Gli enti già accreditati, pubblici e convenzionati, erogatori dell’assistenza domiciliare avranno tempo fino al 1 dicembre 2022 per presentare le istanze di riclassificazione. Le nuove richieste di inizio attività potranno essere presentate a partire dal 31 marzo 2023, mentre il nuovo sistema tariffario partirà dal 1 aprile 2023.

Il sistema di remunerazione delle prestazioni adottato nasce dalla sperimentazione che ha coinvolto l’Ats Brianza, le Asst di Monza, Lecco e Vimercate e 27 dei 38 erogatori attivi sul territorio, con 8.880 valutazioni su 4.242 persone.Attraverso la sperimentazione è stata testata la possibilità di ricondurre la maggior parte delle prestazioni erogate, l’86% degli interventi, a una griglia di nove percorsi assistenziali standard. Mentre l’Adi complessa, cioè tutto quanto non è riconducibile a standardizzazione e che richiede una valutazione multidimensionale di II° livello e di presa in carico specifica, ha riguardato il restante 14%. Il modello sperimentale, che ora viene esteso a tutta la Regione, permette attraverso la standardizzazione di una larga parte delle prestazioni, la riduzione dei tempi della presa in carico e dell’erogazione del servizio.

Un capitolo del documento è dedicato all’importante tema della telemedicina e alle nuove tecnologie, e in particolare alle prestazioni di telemedicina erogabili attraverso i soggetti accreditati per le cure domiciliari, individuando altresì le professionalità coinvolte, il livello necessario in termini di sicurezza, integrità dei dati e protezione della privacy.La delibera, infine, stabilisce che le Asst e gli Irccs pubblici garantiscono la gestione diretta delle cure domiciliari nelle Case di Comunità, attraverso il personale attualmente in attività e quello attivabile in risposta alla richiesta e alle scelte prese da ogni singola famiglia. A questo proposito la Regione, attraverso il DL 34, mette a disposizione delle aziende sanitarie pubbliche un fondo di 28 milioni per la formazione e l’assunzione del personale da dedicare alle cure domiciliari, di cui 1,2 milioni già assegnati.

### Dati demografici

Sono 2,3 milioni gli ultra 65enni in Lombardia (22,9% della popolazione regionale), con un aumento di 40-50 mila soggetti ogni anno.

All’inizio del nuovo millennio la percentuale di anziani sul totale della popolazione è aumentata del 25% (era pari al 18,2% nel 2002) e secondo le previsioni demografiche elaborate dall’Istat, potrebbe arrivare al 32% entro il 2050.
