Imprese, associazioni datoriali, enti non profit possono partecipare al bando “Interventi di conciliazione e welfare aziendale”

C'è tempo fino al 25 maggio per candidarsi al bando regionale “Interventi di conciliazione e welfare aziendale” condiviso dall’Assessorato alle Politiche del Lavoro.

bando lavoro

L’Assessorato alle Politiche del Lavoro del Comune di Peschiera Borromeo vuole farsi promotore sul territorio di una grande opportunità messa a disposizione da Regione Lombardia grazie al Bando “Interventi di conciliazione e welfare aziendale”, che promuove la realizzazione di iniziative di welfare aziendale in grado di rendere più semplice la conciliazione tra vita privata e professionale.

Per finalizzare la proposta e partecipare al Bando, il Comune di Peschiera Borromeo si rivolge a imprese, associazioni datoriali ed enti non profit: le realtà interessate devono comunicare la propria adesione entro e non oltre mercoledì 25 maggio, scrivendo all’indirizzo beatrice.rossetti@comune.peschieraborromeo.mi.it.

Solo una sempre più stretta collaborazione tra Comune, imprese, associazioni datoriali ed enti non profit può consentire alle mamme e ai papà che lavorano o ai lavoratori con soggetti fragili a carico di conciliare la propria vita professionale con quella personale. Il Comune desidera aggregare tutti i soggetti del territorio interessati al Bando verso una progettazione ampiamente condivisa sul territorio con l’obiettivo di restituire centralità e dignità al lavoro, conciliandola con le necessità personali e familiari di ognuno.
Beatrice Rossetti, assessore alle Politiche del Lavoro del Comune di Peschiera Borromeo

Bando “Interventi di conciliazione e welfare aziendale”

Il Bando “Interventi di conciliazione e welfare aziendale” scade il 15 giugno alle 12.00 e ha l’obiettivo dell’intervento consiste nel favorire la diffusione di iniziative di welfare aziendale, la corresponsabilità dei compiti di cura, l’armonizzazione tra vita privata e vita professionale anche al fine di garantire una maggiore parità tra uomini e donne, nel lavoro e nell’accesso alle opportunità, promuovendo ad esempio misure di lavoro flessibile, servizi di assistenza/supporto al caregiver familiare e per la cura dei figli anche in periodi di chiusura scolastica oppure servizi salva tempo.

Destinatari delle azioni progettuali sono dipendenti, e le loro famiglie, delle micro e piccole imprese coinvolte che hanno almeno una sede operativa nel territorio di Regione Lombardia.

L’iniziativa è rivolta a partenariati pubblico-privati composti da almeno quattro enti, di cui due devono obbligatoriamente essere una micro e/o piccola impresa e uno un ente pubblico. Di seguito le categorie degli enti del partenariato:

  • enti pubblici (es. Ambiti territoriali – enti capofila dell’accordo di programma, Comuni singoli, Unioni di Comuni, Comunità Montane, Aziende speciali, etc..);
  • enti del privato non profit, compresi gli Enti del Terzo settore iscritti al Registro Unico del Terzo Settore (Runts);
  • associazioni datoriali;
  • imprese:
    – Microimpresa (nella categoria delle PMI si definisce microimpresa un’impresa che occupa meno di 10 persone e realizza un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiori a 2 milioni di EUR) di cui all’Allegato I del Regolamento UE 651 del 17/06/2014, iscritte alla CCIAA1;
    – Piccola impresa (nella categoria delle PMI si definisce piccola impresa un’impresa che occupa meno di 50 persone e realizza un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiori a 10 milioni di EUR) di cui all’Allegato I del Regolamento UE 651 del 17/06/2014, iscritte alla CCIAA.

Nel caso siano capofila dovranno avere sia sede legale che operativa in Regione Lombardia.

Le risorse disponibili ammontano complessivamente a 5.050.000 euro ripartite tra le ATS in misura del 30% in parti uguali e del 70% in base alla popolazione generale da ultimo dato ISTAT disponibile. Il contributo regionale per ogni progetto di durata annuale è concesso fino ad un massimo del 70% del costo complessivo e comunque non superiore a 50.000 euro.

Informazioni

Tutte le informazioni sono disponibili pagina dedicata del sito di Regione Lombardia.

 

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